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StoriaCorreva l’anno 2005.. il caldo sole estivo affievoliva giorno dopo giorno e le vacanze di noi universitari volgevano al termine… Presto sarebbe cominciata la solita routine autunnale fatta di studio ed esami (per i più fortunati) o di dure giornate lavorative (per chi, tra noi, deve “portare il pane a casa”). Dopo la lunga estate si uscì di nuovo tutti assieme e si ricominciarono ad organizzare le partitelle settimanali canoniche. Fu così che una vocina iniziò a ronzarci nella testa…ma non una delle solite che trattano di alcool, ragazze o festini universitari… Era una dolce melodia che parlava di valorose gesta, di interminabili sfide e di Pallone… All’inizio impercettibile e sommessa si fece pian piano strada e finì per propagarsi nelle nostre anime. Era una canzone che suonava pressappoco come “la leva calcistica del periferia… Quei pomeriggi in cui correre, lottare e sudare erano verbi che riassumevano, da soli, tutta una vita; momenti in cui inseguire quel benedetto pallone era il solo pensiero di ciascuno. Col passare dei giorni prendemmo sempre più in seria considerazione l’idea di trasformare i calcetti di rito in qualcosa di più serio; ovvero fondare una squadra ed iscriverci ad un campionato. Dopo le solite decine di telefonate per raccogliere disponibilità ed adesioni si formò quello che tutt’ora è lo zoccolo duro (in svariati sensi) del Mojito. Il nome fu presto scelto in una serata al settembrino festival dell’Unità; confronto veloce su ciò che ciascuno aveva apprezzato e sorseggiato durante le vacanze ed ecco innescato il ballottaggio tra Deportivo Montenegro, Atletico Mojito e Lokomotiv Vodka; la spuntò il secondo per una manciata di voti. Stupendi i giorni in cui si raccoglieva il denaro necessario per le iscrizioni e la palestra (fin da allora far sganciare soldi al Mojito è stata una dura lotta!) e quelli passati a decidere e ad acquistare il materiale tecnico: l’emozione di ammirare, per la prima volta, la divisa ufficiale (tra l’altro, senza dubbio, ancora la più bella del torneo) è qualcosa che non scorderemo mai. Iniziò il campionato (2005-2006) : prima sfida casalinga nella palestra della G. Pini e prima vittoria del glorioso Atletico che si impose per La gioia era incontenibile; volarono magliette in tribuna ed i festeggiamenti, a base di birra e laute libagioni, durarono giorni e giorni… Dalla seconda di campionato la musica cambiò ed il Mojito inanellò una serie agghiacciante di sconfitte…la crisi durò un tempo spropositato e si interruppe solo grazie ad un pareggio interno (eurogol del sottoscritto ed autorete finale del Poz; non si ricorda però contro che squadra..) seguirono altre sconfitte ed una vittoria incredibile ed inaspettata ( Il torneo si concluse con un “dignitosissimo” penultimo posto: 7 punti frutto di due vittorie ed un pareggio. Non ci si aspettava di più; il primo anno, continuavamo a dirci, è di rodaggio! Con ben altri propositi partimmo l’annata seguente (2006-2007)… Se ne andò Andrea Ottaiano (ottimo centrocampista che più volte aveva fatto la differenza), nel frattempo diventato padre, e arrivò Alessandro Bosi (poi soprannominato Zizzaniaman dagli amici), mediano dai piedi non proprio vellutati ma di grande sostanza… … … La partenza (e non solo quella…) fu disastrosa; lottavamo come matti in tutte le gare e spesso ci portavamo in vantaggio ma alla fine, vuoi per black out momentanei oppure per clamorose papere, tornavamo sempre a casa con le pive nel sacco (numerose pive…). Serata infausta fu quella di Formigine: ci presentammo sul campo dei Formissili (anche loro a 0 punti) convinti di poter “passeggiare” e di portare a casa la vittoria facilmente; in effetti passeggiammo (e fin qui la serata era esattamente come ce l’eravamo aspettata) ma qualcosa andò storto… perdemmo (2 o Negli spogliatoi continuarono gli improperi, alcuni minacciarono di andarsene (ed il presidente pianse vedendo la sua creatura svanire), altri iniziarono ad inveire contro la trinità (non siamo mai stati “fini ed educati” ma da quella sera il Mojito è ufficialmente scomunicato!). Possiamo affermare che le reazioni sono state proporzionali alla vergogna provata per la sconfitta; i Formissili erano veramente una squadra triste (non me ne vogliano i miei amici formiginesi)… ma di quel triste che in confronto Masini è la personificazione della gioia. E nonostante ciò ci dimostrammo più lofi di loro (e ménga pòc..)!!! Alla fine del girone d’andata in classifica non avevamo mosso ancora un passo.. uno La sosta natalizia ed il mercato di riparazione ci portarono consiglio (se cosi si può definire…). Ci presentammo al girone di ritorno con rinnovato vigore e fegati in perfetta forma (più o meno), ma i risultati continuarono a non arrivare; il nostro momento aveva ancora da venire. Fino a quella sera… Ricordo ancora il pomeriggio, via Gallucci, festeggiamenti di laurea di una amica… Un gruppo di ragazzi ballava e cantava in mezzo alla strada festeggiando anch’essi una laurea: i fumi dell’acool si erano impossessati di loro. Mi avvicinai, farfugliavano qualcosa circa una partita che avrebbero dovuto giocare in serata. Coglievo appena le parole… spingi?.. spinga?... Spingarda!!!!!!!! Come da copione ci presentammo alla Gino Nasi in ritardo e fu così che li vidi: gli stessi alcolizzati di via Gallucci erano il Team che avremmo affrontato quella sera! Non stavamo più nella pelle, gustavamo già il sapore della vittoria! In effetti, pur giocando contro dei cadaveri, rischiammo di non vincere ma natura fece il suo corso (le leggi della fisica impediscono determinati accadimenti: una squadra di ubriachi non può non perdere!) e incamerammo i primi 3 punti della stagione. Giustizia era stata fatta. Seguirono altre sconfitte immeritate e presto ci trovammo di fronte all’ appuntamento cruciale del campionato: il ritorno, in casa, contro i Tristissimi. Tutto lo spogliatoio era in fermento…dovevamo rifarci dell’onta patita all’andata! Ho vaghi ricordi, dico solo che ci trovammo in vantaggio addirittura di Quindi, come in tutte le favole, all’ultimo minuto (ed era davvero l’ultimo minuto perché subito dopo l’arbitro ha fischiato la fine) arriva il principe azzurro (cioè Samba, che di principesco non ha nulla se non l’erre moscia…) che tira una legna pazzesca di punta nel 7 e fissa il risultato sul Dopo il gol Fu così che venne coniata la frase: “Il Mojito è dolore e sofferenza”. Commento a posteriori: a memoria d’uomo nessun essere è in grado di ricordare un episodio in cui Sanguanini è riuscito a centrare lo specchio della porta con un tiro. Per cui la dinamica del gol è scientificamente inspiegabile ed insondabile. Nonostante l’annata infelice, i giocatori tutti e I Lofissimi, coi tre punti guadagnati contro di noi, si classificarono alle nostre spalle (e vorrei anche vedere !!!). P.S. spero che i Formissili non si arrabbino, se qualcuno di loro dovesse mai leggere questa storiella si senta autorizzato a farsi offrire una birra dal sottoscritto (a proposito un saluto a Ad oggi partecipiamo al nostro terzo torneo; tutt’ora i piedi sono quello che sono, il fiato spesso manca (o viene a mancare troppo presto) ma l’impegno di tutti è costante ed incontestabile. Morale della storia è che, tra una Malboro e l’altra, tra morose che vengono ed altre che vanno, tra una preparazione atletica (di tutto rispetto) in via Gallucci e “alti discorsi filosofici da ventiquattrenni”, ciò che non ci abbandona mai è uno splendido legame fatto di amicizia e passione per quel magnifico gioco che è il calcio (anche nella sua forma ridotta…). Potremo anche perdere tutte le gare ed arrivare in fondo alla classifica ma, in realtà, vinceremo sempre! L. Wittgenstein (in alternativa: ho speso un sacco di soldi per alcool, donne e macchine veloci, tutti gli altri li ho sperperati. G. Best) MOJITO, COL CUORE OLTRE L’OSTACOLO! Andrea Bertani Data creazione : 06/11/2007 @ 20:06 | Prossime Partite
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Allenamento Lun 30/11/09 ore 21.30 Pol. Sacca 8° Giornata UISP Gio 03/12/09 ore 20.30 Atl. Mojito - Le due Vittorie Pol. Sacca
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